Bavaglio alla Meloni, ora è chiaro: c’è RENZI dietro la censura

melonnni

 

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La censura della presidenza del Consiglio nei confronti di Giorgia Meloni continua a far discutere. «L’incredibile atto di censura  – ha affermato Maurizio Sacconi – merita una ancor maggiore attenzione da parte di tutte le istituzioni repubblicane perché la posta in gioco è davvero la libertà di espressione. In un tempo in cui da un lato le nuove tecnologie la esaltano e la deresponsabilizzano mentre, dall’altro, le élite sono tentate di imporre il loro pensiero unico». Per il presidente della Commissione lavoro del Senato, «al di là del ridicolo atto censorio che di per sé qualifica chi lo ha prodotto, restano il problema, allo stato, di una certa indifferenza istituzionale ad esso ed il pericolo che in modo strisciante si affermi e si codifichi un’etica di Stato secondo la peggiore tradizione giacobina. Presenterò anche io un’interrogazione al presidente del Consiglio per concorrere a suscitare una necessaria discussione sul futuro della nostra democrazia. Il tutto prima che, dopo l’Ultimo tango a Parigi, si mandino al rogo i film Checco Zalone».

Censura a Meloni, aumentano le parole di solidarietà

Solidarietà al presidente di Fratelli d’Italia è arrivata anche da Maurizio Lupi, capogruppo di Area Popolare all Camera: «Tutta la mia solidarietà a Giorgia Meloni, l’Unar con censure di questo genere riesce solo ad accrescere i dubbi sulla sua utilità. L’importante e delicato compito di combattere le discriminazioni razziali non può essere asservito alle convinzioni politiche e ideologiche di qualche funzionario, come già dimostrato ad esempio in occasione degli opuscoli sulla teoria del gender». Ignazio La Russa, deputato di Fratelli d’Italia trova «incredibile, inammissibile e del tutto fuori luogo la lettera di censura inviata da un ente governativo al presidente di Fratelli d’Italia per le opinioni da lei espresse in materia di immigrazione. L’Ufficio nazionale antidiscriminazioni in sfregio alla nostra Costituzione oltre che ai basilari principi di democrazia, si è arrogato il potere di decidere cosa sia lecito o meno dichiarare da parte di un parlamentare e cittadino italiano. Il premier Renzi dica chiaramente cosa pensa di questa lettera spedita da un ufficio della Presidenza del Consiglio che altro non è che un vero e proprio “bavaglio di Stato” che punta a silenziare chi la pensa diversamente”.

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