Merkel: “chi scappa dalle guerre è benvenuto, gli altri tornino nel loro paese”

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Quanti richiedenti asilo può accogliere la Germania? «Per decidere – spiega Angela Merkel in un’intervista pubblicata su “La Repubblica” – ci siamo basati su ciò che è scritto nella nostra Costituzione. Una limitazione del numero dei richiedenti asilo politico non è prevista dalle norme che regolano questa possibilità. Come Paese forte ed economicamente sano, abbiamo la forza di fare tutto ciò è necessario. I cittadini hanno anche il senso dell’equità, perciò si aspettano che tutti in Europa si assumano questo compito, esattamente come lo facciamo noi. E io mi impegno affinchè questo avvenga. D’altra parte, per accogliere e integrare da noi chi è realmente bisognoso di protezione, è anche necessario che coloro che non hanno nessuna prospettiva di rimanere tornino nel loro paese».

Secondo la Merkel, “per integrare è necessario rimpatriare chi non ha diritto di stare in Germania”

Si può impedire che tra i perseguitati arrivino anche criminali e potenziali terroristi? «Facciamo di tutto per compiere controlli quanto più rigorosi possibile. Ma è importante che i profughi vengano registrati nel Paese europeo di arrivo. Solo allora saremo in grado di verificare se le autorità di pubblica sicurezza hanno informazioni su determinate persone. Queste procedure di registrazione sono necessarie per la nostra sicurezza». I profughi che arrivano da noi ricevono molta accoglienza ma anche odio e violenza. Condivide la visione del Presidente Gauck che parla di una Germania con luci e ombre? «Ognuno si esprime a modo suo. Io vedo attacchi totalmente inaccettabili ai profughi, ai loro centri di accoglienza e agli agenti di polizia. Ci deve essere tolleranza zero per l’odio e la xenofobia. Non sarebbe la Germania che sogno e fortunatamente non è neanche quella della stragrande maggioranza dei tedeschi. Io sogno invece una Germania dal volto umano, secondo la nostra Costituzione».

Merkel vuole “insistere per un’equa distribuzione dei carichi fra tutti in Europa”.

Come ribatte a chi vede la xenofobia soprattutto come un problema della Germania orientale? «Non trovo alcun senso la discussione su est e ovest. Ciò che è o meno accettabile vale per tutta la Germania. E come cancelliere federale vorrei soprattutto schierarmi dalla parte dei tanti cittadini che hanno accolto i profughi in modo aperto e umano, molti dei quali impegnati in attività di volontariato. Vorrei sostenerli e incoraggiare gli altri a seguirne l’esempio». Intende dire che la xenofobia non c’entra niente con la posizione geografica? «Gli assalti contro i profughi non sono conciliabili con i valori del nostro Paese. Non ci può essere alcuna giustificazione per questi fatti. E non accetto di fare distinzioni geografiche in questo caso».

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