Migranti, la Danimarca cancella i treni da e per la Germania

 

protesta-immigrati

Non solo sono stati cancellati i collegamenti ferroviari da e per la Germania, ma una nave tedesca con 100 profughi è stata respinta dal porto di Robly. In 300 a piedi verso la Svezia, le autorità chiudono anche la superstrada

Copenaghen, 9 settembre 2015  – Farà discutere la decisione della compagnia DSB, che gestisce le ferrovie danesi, di cancellare i treni da e per la Germania. Tutto ciò accade mentre molti rifugiati si rifiutano di scendere da due convogli nel porto di Rodby, nel sud del Paese, perché non vogliono essere registrati dalla polizia danese: vogliono proseguire verso la Svezia. 

Nello stesso porto è stato negato l’attracco a una nave della compagnia Scandlines, proveniente dalla Germania, con a bordo 100 rifugiati. Ufficialmente la decisione è stata presa per mancanza di sufficiente personale di polizia e di interpreti. 

Intanto almeno 300 migranti compresi donne, bambini e anziani si sono messi in marcia lungo un’autostrada che collega Copenaghen con la cittadina danese di Padborg, sul confine con la Germania, nell’intento di arrivare fino in Svezia dove le leggi sull’asilo sono più permissive rispetto a quelle vigenti in Danimarca. Si tratta di un percorso di 300 chilometri lungo la penisola dello Jutland fino alla capitale, dalla quale poi è teoricamente possibile raggiungere in treno il porto svedese di Malmoe. 

Anche qui la polizia danese è intervenuta per chiudere parzialmente l’arteria ed evitare potenziali incidenti, e ha inoltre cercato di convincere un gruppo di persone in età particolarmente avanzata a staccarsi dagli altri e lasciarsi riportare indietro a bordo di pullman. Finora i migranti erano ospitati a Padborg in un vecchio edificio scolastico, ma all’improvviso hanno deciso di ripartire a piedi tutti insieme. “La scuola non è una prigione e non è circondata da una recinzione”, recita un comunicato diffuso dalle autorità locali. “Abbiamo adottato un approccio basato sul dialogo e scelto di non intervenire con la forza, ma li stiamo seguendo”. 

FONTE QUI

Be the first to comment

Leave a comment

Your email address will not be published.


*


5 + 6 =