L’ULTIMA VERGOGNA: SE TI QUERELA UN PARASSITA DI STATO LA PENA AUMENTA DI UN TERZO!


LA CASTA NON SI TOCCA, SI PAGA! – ARRIVA LA NORMA CHE INASPRISCE LE PENE PER LA DIFFAMAZIONE A GIUDICI E POLITICI – FACCI: “I PIÙ TUTELATI, PER CONDANNE E RISARCIMENTI OTTENUTI, RESTANO I MAGISTRATI LE CUI QUERELE PER DIFFAMAZIONE VIAGGIANO IN CORSIA DI SORPASSO, SEGUITI A RUOTA DAI POLITICI”

Facci: “L’obiettivo è cristallizzare ciò già succede: cioè che le querele dei magistrati e dei politici tendano a essere vincenti – E qui non si sa se prendersela appunto coi magistrati e i politici eletti o coi giornalisti che ora fingono sorpresa per qualcosa che è già prassi”… –

 

 

 

Filippo Facci per “Libero Quotidiano”

Peggio di una legge sbagliata c’è una legge che è pure inutile, perché c’era già. Antefatto: la commissione Giustizia del Senato ha passato una norma per aggravare la diffamazione commessa contro magistrati o politici eletti; in pratica la commissione (compresi i grillini, che come al solito hanno votato senza capirci niente) ha previsto pene o sanzioni maggiorate per tutta una serie di potenziali “atti ritorsivi” tra i quali c’ è appunto il reato dei giornalisti per eccellenza, la diffamazione.

L’ obiettivo è cristallizzare ciò che – forse non è chiaro – già succede: cioè che le querele dei magistrati e dei politici vadano in corsia di sorpasso e tendano a essere vincenti, ma soprattutto tendano a risarcire il diffamato con cifre superiori a ogni altra categoria.

E qui non si sa se prendersela appunto coi magistrati e i politici eletti, che con questa legge si rifanno casta, o coi giornalisti che ora fingono sorpresa per qualcosa che è già prassi: a dimostrarlo, infatti, ci sono fior di studi che Libero e Il Giornale pubblicano da una ventina d’ anni.

Ordunque: i più tutelati, per condanne e risarcimenti ottenuti, restano i magistrati le cui querele per diffamazione viaggiano in corsia di sorpasso con la massima naturalezza, anche senza tirare in ballo una vecchia circolare del Csm (la n.5245 dell’ 11 giugno 1981) che teorizza “la trattazione più sollecita” dei procedimenti riguardanti le toghe.

Ma a parte questo: se è vero che la nuova legge tende a tutelare il “corpo politico e amministrativo” dello Stato, vediamo che in passato la legge ordinaria già lo tutelava, perché tra le categorie più risarcite, subito dopo i magistrati, c’ era e c’ è la categoria un po’ generica delle “persone giuridiche” (49,2 mila euro di media) e poi militari e polizia (34,4 mila euro) e poi finalmente i politici con 30,5 mila euro: assai di più di altre categorie come imprenditori, giornalisti, attori, sportivi e semplici cittadini, quelli cari ai Cinque Stelle.

Questi dati provengono da uno dei periodici e puntuali studi dell’ avvocato Vincenzo Zeno-Zencovich, ma, se non bastasse, c’ è la ricerca sulla diffamazione a mezzo stampa curata dallo studio legale Martinez-Novebaci di Milano: in sostanza analizzò le sentenze di 162 cause civili e 245 cause penali (comprese le transazioni) scaturite dalla pubblicazione di articoli e libri che la Mondadori, prima casa editrice italiana, aveva pubblicato nel periodo 2000-2007.

Ecco: prendendo in esame le varie categorie risarcite, vediamo che i magistrati avevano i risarcimenti più alti rispetto a ogni altra categoria (entità media del risarcimento: 35.706 euro) seguiti a ruota dai politici (26.145 euro).

Mentre, in caso di transazione, i magistrati beccavano mediamente 43.914 euro e i politici 30.987. I magistrati vantavano poi il primato nelle accoglienze delle domande di risarcimento e delle transazioni che li riguardavano. Le cause dei magistrati, come detto, risultavano peraltro le più veloci, anche se di poco: 42 mesi contro i 39 dei politici. Nel penale, transazione comprese, la musica non cambiava. Ora il Governo la mette direttamente in partitura.

 

fonte:

dagospia

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