Un detenuto rom aggredisce con calci e morsi gli agenti nel carcere di Monza

detenuto-rom-250x250.jpg



Un’aggressione in carcere che poteva degenerare; un epilogo drammatico fortunatamente evitato dalla prontezza e dalla professionalità degli agenti in servizio, costretti a intervenire tempestivamente quando un detenuto rom, armato di un punteruolo, ha pensato bene di aggredire prima il comandante della Polizia penitenziaria e poi altri agenti nel carcere di Monza.

Detenuto rom aggredisce gli agenti del carcere

A raccontare l’accaduto è proprio la fionte interna del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe). Alfonso Greco, segretario regionale della Lombardia, ha spiegato infatti che il detenuto, di etnia rom, con fine pena in agosto, è «già noto ad aggressioni al personale di Polizia: infatti, nel dicembre scorso, è stato trasferito dalla casa circondariale di Busto Arsizio per motivi di ordine e sicurezza». Nel caso dell’ìultimo episodio violento che lo riguarda, allora, l’uomo era stato accompagnato nell’infermeria del carcere per una visita odontoiatrica: come da prassi, gli agenti lo hanno perquisito trovandogli un punteruolo rudimentale, che a suo dire doveva essere utilizzato per difendersi da eventuali aggressioni di detenuti arabi. Data la circostanza – e considerati i precedenti del detenuto rom – è stato quindi disposto il suo isolamento.

Attimi di paura e di violenza incontenibile

Alla notizia del provvedimento comminato a suo carico, l’uomo però non ha trattenuto la propria rabbia, cominciando a inveire contro il comandante, arrivando addirittura a provare a colpirlo. Attimi di paura e di violenza che sembrano interminabili. Il detenuto rom, a quel punto fuori controllo, cominica a mettere a segno una gragnuola di calci, pugni e morsi contro gli agenti e chiunque capitasse a tiro, che solo sangue freddo e prontezza dei poliziotti in servizio hanno portato a incassare e ridimensionare, riuscendo alla fine ad evitare epiloghi drammatici della vicenda e, come riportato dal resoconto informativo del Sappe,  «ad accompagnare il detenuto in isolamento con spiccata professionalità, evitando il peggio».

loading...


fonte qui

Be the first to comment

Leave a comment

Your email address will not be published.


*


3 + 7 =