MILANO INVASA DAI CLANDESTINI: TUTTA EUROPA CHIUDE LE FRONTIERE, INDOVINA A CHI TOCCA MANTENERLI A VITA

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L’Italia non riesce più a gestire l’emergenza. Gli sbarchi sulle coste del Sud continuano a ritmi inesorabili. E la carovana di migranti non riesce ad andare oltre l’Italia perché tutte le frontiere sono state chiuse.

Lo è quella francese a Ventimiglia dove da settimane sono rimasti bloccati centinaia di africani. Lo è pure quella svizzera a Chiasso dove i richiedenti asilo bivaccano in stazione in attesa di ottenere il foglio di via per poter partire verso il Nord Europa. E lo è quella austriaca al Brennero dove le barriere di cemento non permettono nemmeno a una persona di passare. In questo gioco al massacro, migliaia di disperati stanno convogliando su Milano. E lì rimangono, in una situazione che è ormai al collasso.

“Nelle ultime due notti lo sforzo di accoglienza a cui siamo stati costretti all’hub di via Sammartini ha raggiunto livelli mai visti prima. Vi chiediamo un impegno ulteriore”, recita una mail dell’assessorato ai Servizi sociali. Il Comune di Milano ha chiesto a tutte le associazioni che gestiscono l’emergenza immigrazione di fare di più di quanto non abbiano fatto finora. In città stazionano almeno 3.300 immigrati. Per non farli bivaccare in giro sono state aperto due strutture temporanee a Bruzzano e a Quarto Oggiaro dopo che nell’hub di via Sammartini, a due passi dalla stazione Centrale, erano già state accolte oltre 400 persone (guarda la gallery). Nelle ultime settimane tutte le rotte che li avrebbero dovuti portare nei Paesi del Nord Europa sono state chiuse. La stazione di Como è in piena emergenza da almeno tre settimane. Qui sono rimasti bloccati almeno 500 immigrati da quando la polizia di frontiera di Chiasso ha decisono che nemmeno i minorenni possono passare.

Sempre più immigrati finiscono così per chiedere asilo. in Italia. Come riporta la Stampa,“nel 2014 lo 0,3% dei migranti aveva come destinazione finale l’Italia, nel 2015 la percentuale è cresciuta al 4,8% mentre oggi siamo al 49,3%, uno su due. Così i tempi si allungano – sui legge nel report – nel 2015 la permanenza media nelle strutture di accoglienza cittadine era di 6 giorni, oggi è di 20”. Milano è sicuramente la città più penalizzata del Paese. Oltre agli immigrati che continuano ad arrivare, il governo la obbliga ad accogliere altri richiedenti asilo che sono stati riassegnati dai centri di altre regioni. “Non sono profughi – ha messo in chiaro il governatore Roberto Maroni – ma clandestini che vanno rimandati a casa”. Ma di rimandarli tutti a casa il ministro dell’Interno Angelino Alfano proprio non vuol sentir parlare. E così i disperati che si aggirano per il capoluogo lombardo continuano ad aumentare, giorno dopo giorno.



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