MILANO INVASA DA CLANDESTINI: IL SINDACO? ECCO COSA HA IL CORAGGIO DI DIRE IL LECCAPIEDI DI RENZI E ALFANO

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«La città allo sbando» descritta da chi ci attacca «non esiste», assicura Giuseppe Sala.

Che aggiunge: «La situazione dei migranti è nel pieno controllo delle autorità competenti». Dichiarazioni fatte per smorzare lo scalpore suscitato poche ore prima, quando aveva avanzato l’ipotesi di utilizzare anche tende per accogliere i profughi, visto che nelle strutture di ricovero non c’è più neppure un posto disponibile. Ma le parole di Sala non cancellano i numeri e le immagini che invece fotografano una situazione esplosiva.

È lo stesso sindaco ad ammettere che i blocchi alle frontiere di Ventimiglia e di Chiasso stanno sovraccaricando la rete milanese. Negli ultimi giorni ci sono stati centinaia di nuovi arrivi, 200 solo sabato. E la città ha toccato un record mai visto (e dichiarato già domenica dall’assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino): 3.300 presenze. All’hub di via Sammartini, che è allestito per ospitare al massimo un centinaio di persone, si è arrivati al picco di 427 occupanti. Stipati in condizioni poco dignitose.

 

Il Comune chiede di poter usare anche le caserme (allo studio ci sarebbe già la Montello) e di riaprire il vecchio hub di via Tonale, che è tornato nella disponibilità di Grandi Stazioni, per cui sono già in lista 300 immigrati. Altri 200 posti stanno per essere recuperati in strutture della provincia. Il sindaco di Cinisello Balsamo, Siria Trezzi, ne ha messa a disposizione una per 40 stranieri.

Anche Alberto Senigallia, presidente della Fondazione Progetto Arca, una delle onlus più attive nell’accoglienza, lancia l’allarme: «Con i nuovi picchi di arrivi – dice – registrati in questi giorni riuscire a dare un’accoglienza dignitosa ai profughi transitanti a Milano sta diventando sempre più impegnativo. Accanto ai 782 posti che offriamo in base a convenzioni stipulate con Comune e Prefettura ne stiamo mettendo a disposizione altri 600 in totale gratuità per le istituzioni». Questo grazie ai donatori privati e alle associazioni del terzo settore. «Ma – continua Sinigallia – l’emergenza cresce di giorno in giorno e sta mettendo a dura prova le nostre casse». In luglio Progetto Arca ha ospitato oltre 13mila persone. «Nella prima settimana di agosto – conclude il presidente – nei centri e presso l’hub che gestiamo abbiamo accolto circa 3.700 profughi, per una spesa quotidiana di circa 5mila euro».

Per tutti il rischio da scongiurare è che l’ondata del centro sovraffollato si riversi per strada. Ma è un rischio già reale. Per capirlo, basta un passaggio nell’area intorno alla Centrale e a via Sammartini. «Solo un esempio – spiega il presidente del Municipio 2 Samuele Piscina (Lega Nord) -: da qualche settimana decine di persone bivaccano lungo la Martesana. Dormono sul prato, stendono i panni dove capita e fanno i propri bisogni nei cespugli. Parliamo di una zona, in particolare largo San Valentino inaugurato pochi mesi fa, che una volta era una piacevole area verde e oggi è nel degrado. Questi immigrati non sono registrati e non hanno fatto richiesta per lo status di profugo. Di fatto sono clandestini. Ho avuto un incontro con Majorino e per qualche giorno il problema era rientrato. Ma ora con l’hub che scoppia di nuovo i clandestini sono tornati a bivaccare».

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