“BASTA UNA SCOSSA E 24 MILIONI DI ITALIANI RISCHIANO DI PERDERE TUTTO”: LA TERRIBILE PROFEZIA DELL’ESPERTO

Schermata-2016-08-24-alle-18.39.16.jpg


Ci sono 24 milioni di italiani che vivono in una zona a rischio sismico 1, il maggiore: dalla Toscana lungo tutta la dorsale appenninica verso Sud, più una buona parte della Sicilia. Impossibile spostarli, possibile invece prevenire i danni di un terremoto che non è probabile, ma certo. L’unica cosa che non si può prevedere è il “quando”. Eppure, spiega l’ingegnere sismico Alessandro Martelli al Fatto quotidiano, poco o nulla si fa per la prevenzione e la messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati. Storia vecchia, ritornello che spesso sindaci, amministratori e governi ripetono dopo ogni sciagura, e che non si trasforma mai in misure concrete.
“L’80% delle case a rischio” – I numeri di Martelli, presidente del Gils(Associazione nazionale di ingegneria sismica), sono terrificanti: “L’80%degli edifici delle zone ad alto rischio sismico non reggerebbe a un terremoto come quello che ha colpito il centro Italia nella notte fra martedì e mercoledì”. La magnitudo di 6.0 all’estero è considerata di medio livello, anche se la profondità dell’epicentro è stata decisamente ridotta (4 km), aumentando l’impatto devastante del sisma.

La beffa – Dopo il dramma, però, in Italia arriva sempre la beffa: nonostante la lunghissima tradizione di territorio sismico colpito in media ogni 5 anni da un terremoto di consistente entità, non esiste una mappa dei fabbricati a rischio, neanche nell’edilizia pubblica. Di questo si occupava Martelli prima di vedersi togliere nei primi anni Duemila la cattedra in Costruzioni in zona sismica dall’Università di Ferrara perché ritenuta “inutile” in una Regione che si riteneva già al sicuro da fenomeni sismici. Nel 2012 c’è stato il terremoto in Emilia.

FONTE:

libero



loading...


Source link

Be the first to comment

Leave a comment

Your email address will not be published.


*


2 + 9 =