FERILLI MASSACRA RENZI CON TRE FEROCISSIME PAROLE: SI CONFERMA UNA DELLE POCHE ARTISTE CHE NON SI ALLINEANO AL REGIME PUR DI LAVORARE

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Sabrina Ferilli non le manda a dire e, intervistata dal Fatto Quotidiano, non nasconde tutta la sua preoccupazione in merito al referendum e ad una possibile vittoria del Sì. Il suo No è stato già sbandierato ai quattro venti più volte e la motivazione, a chi osa controbattere, è molto semplice:”Per lo stesso motivo per cui tu voti Sì, ma non sai che la tua scelta è sbagliata”. Ciò che le suscita più sdegno è, a priori, la scheda su cui si andrà a votare: “una vergogna, le domande sono fatte in modo tale che chi vota No poi deve chiamare un’ambulanza e farsi ricoverare”. Insomma punti troppo infiocchettati, troppo manipolati, dello stesso livello del “ma tu vuoi bene a mamma?”. Per non parlare della campagna elettorale “gestita come fosse la vendita di un servizio di pentole”. Renzi, che si è assicurato il voto di molti dei suoi “colleghi” dietro ingenti promesse (“Renzi ha promesso molto a molti”), sta cercando di far ricadere la responsabilità del fallimento della politica italiana sui cittadini ma “comunque vada, la frattura non si sanerà con il 5 dicembre”.

 



L’attrice non è decisamente contenta di come sono state condotte le cose fin’ora e sul governo Renzi ha ancora molto da dire:”Hanno diviso un Paese, hanno polarizzato le idee, hanno incattivito ulteriormente la politica. E sulla Costituzione, che ci aveva sempre uniti! Hanno finto di saper guardare al futuro. Se dovessero vincere? Se la canteranno e suoneranno a loro piacimento, [..] Riguardo i finanziamenti ai partiti e l’ acqua pubblica? Se ne fregano nonostante la chiara volontà popolare espressa in altrettanti referendum, e quando nei dibattiti televisivi gli butti in faccia le loro responsabilità, abbassano gli occhi per l’ imbarazzo. Qualcuno arrossisce. Non sanno cosa inventarsi. Sviano e aspettano la domanda successiva per prendere fiato.” Sabrina Ferilli fino all’ultimo giorno non si arrenderà, continuerà a far sentire la sua voce di protesta, provando ad aiutare gli italiani di fronte alla complessità del referendum, in modo che non siano portati facilmente dalla parte del sì da “magistrali venditori”.

FONTE:

LIBERO



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