CRUCIANI SMASCHERA L’ULTIMA INFAMATA DELLA BOLDRINI: ECCO COSA PRETENDE DI FARE LA PARASSITA


L’ultima follia di Laura Boldrini è il bollino “odio” da mettere sulle persone che insultano su Facebook. Sembra uno scherzo, eppure è così. L’ha proposto sul serio il Presidente della Camera, la terza carica dello Stato, una che si dice potrebbe diventare premier se Renzi dovesse cadere dopo il referendum (al solo pensiero converrebbe andare a votare in massa per il Sì o sperare che Trump dichiari guerra all’Italia).

Per farla breve, Boldrini immagina che i padroni di Facebook mettano a disposizione dei presunti “buoni” una icona che possano appiccicare addosso al profilo di un odiatore, quando costui scrive (o posta, come si dice in gergo internettiano) qualcosa di offensivo o di sconcio. Non solo. Il nostro presidente vorrebbe istituire nello stesso tempo una “hot line”, una specie di numero verde a disposizione degli utenti che si sentono minacciati su Internet.

 

promo giass boldrini por bigcocomero
 

 

C’è da sbellicarsi dalle risate, se non fosse che tutte queste boiate vengono pagate coi soldi nostri, quelli che servono a tenere in piedi il carrozzone della Presidenza della Camera dei Deputati. Dunque, pensate a immaginare che casino: se non sopportate qualcuno, se vi sta sui coglioni il capufficio o se volete semplicemente divertirvi a sputtanare il fidanzato che vi ha messo le corna potete tranquillamente organizzare un bel bombardamento di bollini sul web e magari telefonare al numero verde per segnalare: quello è un razzista, un odiatore, un omofobo, un pezzo di merda.



Scusi, cosa ha fatto, risponderebbe il povero centralinista? Ma niente, ha scritto che bisogna cacciare tutti gli immigrati dall’ Italia. E poi? Che non sopporta i rom. Ok, grazie, ora verifichiamo. Una barzelletta. Anche perché, a prenderla sul serio, chi decide cosa è odio e cosa non è odio, una sezione distaccata degli uffici della Boldrini? Un nucleo segreto della polizia internettiana di Zuckerberg? Caschi Blu dell’ Onu ormai a riposo e dirottati sulle scrivanie? E soprattutto: chi paga tutto questo circo, quando già esiste la polizia postale e gli sportelli delle forze dell’ ordine per sporgere denuncia?

A sentire certe cose c’ è da ricordare con una certa simpatia alcuni discussi predecessori della Boldrini, per esempio Irene Pivetti, la leghista poi diventata donna di spettacolo e addirittura Oscar Luigi Scalfaro, uomo perfido e pieno di ombre, ma almeno non ci faceva due palle così in ogni telegiornale del giorno e della sera. Se messi a confronto con l’ attuale inquilino di Montecitorio, sembrano tutti Churchill. Perché non sta scritto da nessuna parte che il Presidente della Camera debba esprimersi sull’ universo mondo. Invece da quasi quattro anni l’ esondazione boldriniana non ha freni e spazia dal terremoto al razzismo dilagante, dai diritti delle donne ovviamente sempre negati alla cattiveria di Internet dove viene presa a male parole, dalla pubblicità che non deve esporre i corpi delle donne ignude agli animali da difendere, passando per gli immigrati da integrare e l’ informazione in pericolo, senza dimenticare gli uomini che odiano le donne e i nomi da declinare necessariamente al femminile, pena l’ accusa infamante di sessismo.

Sempre indignata, sempre col dito puntato, sempre con lo sguardo torvo e incazzato, spesso con una morale o un comportamento da suggerire agli italiani per diventare persone più degne di stare al mondo. D’ altra parte, come giustificare le sette, e dico sette, persone addette alla comunicazione della signora (per una spesa, si legge, di 943mila euro annui) oltre alle 32 che già lavorano di fisso per la Camera? Pare che esista pure un ufficio che raccoglie ogni citazione della parola “Boldrini” in tutti i programmi radio-tv, così da verificare dove si annidano i pericolosi nemici del Capo. Capito ragazzi? Rilancio: meglio un governo Putin coi carri russi ai confini della Boldrini a Palazzo Chigi.

di Giuseppe Cruciani

 

 

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