“NON CREDEVO CHE MI ODIASSERO COSI’ TANTO”: IL CODARDO SI E’ TRASFORMATO IN PIANGINA! ECCO COSA FARA’ ADESSO

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La rabbia: «Toccherebbe a quelli che vincono decidere cosa fare, li voglio vedere. Contro la casta più schifosa. Se non mi vogliono me ne vado con la coscienza a posto»

«Ho fatto quello che dovevo fare. Ho proposto una riforma giusta. Ho combattuto contro la casta più schifosa. Se non mi vogliono me ne vado con la coscienza a posto»: così Matteo Renzi nel suo giorno più difficile. E quel «me ne vado» va inteso in senso lato. Non si tratta solo di abbandonare Palazzo Chigi, ma addirittura di lasciare la segreteria del partito. Esattamente quello che aveva detto all’inizio di questa avventura referendaria: «Se perdo me ne vado anche dal partito». È un giorno intriso di amarezza quello in cui il premier deve prendere atto di una realtà che per qualsiasi leader è difficile metabolizzare. «Non credevo che potessero odiarmi così tanto», confessa Renzi ai collaboratori. E aggiunge: «Un odio distillato, purissimo». Non degli italiani. Sono gli avversari quelli a cui il presidente del Consiglio, che oggi rimetterà il suo mandato nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si riferisce. La minoranza del Partito democratico, per esempio, che ha fatto in modo che «ora Beppe Grillo si senta già al governo»: «Altro che mucca in corridoio».



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