LA BASTONATA DI FELTRI: COSI’ STRONCA DEFINITIVAMENTE L’EBETE DI RIGNANO

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Renzi ha perso il referendum costituzionale e si è dovuto dimettere perché lo aveva promesso qualora gli fosse andata male. Su questo non ci piove. Chi teme che egli non sloggi da Palazzo Chigi o è in malafede o accecato dall’odio. Che in politica è un sentimento deplorevole. Ma è pur vero che il premier uscente è e rimane fino a prova contraria il segretario del Pd, pertanto è tenuto a occuparsi seriamente della propria successione in quanto la linea del partito di maggioranza relativa dipende ancora da lui.

Renzi non può dire che il prossimo governo dovrà essere sostenuto da tutti oppure sarà necessario andare subito a votare. La tesi non sta in piedi. Infatti gli esecutivi sono obbligati ad avere la fiducia della maggioranza, ma la Costituzione non specifica da quali partiti debba essere composta. L’importante è che ci sia una maggioranza tale da garantire un minimo di stabilità. Teoricamente essa potrebbe contare anche sul Movimento 5 stelle. Insomma Mattarella deve incaricare un premier e questi, se accetta l’incarico, si darà da fare per ottenere il 50 e rotti per cento dei voti utili allo scopo di sopravvivere.

 

 

Lo stesso Renzi non è abilitato a pretendere immediate elezioni anticipate per un semplice motivo: al momento manca una legge elettorale omogenea per la Camera e per il Senato. Ha ragione Mattarella a volerla a ogni costo. Il quale Mattarella prima di sciogliere il Parlamento è costretto a fare qualsiasi tentativo per scongiurare il ricorso alle urne. Ogni altra soluzione suggerita da questo o quel leader o è realistica o non è degna di essere presa in considerazione. Ecco perché noi di Libero non diamo retta alle chiacchiere che circolano nei corridoi del Palazzo. Preferiamo camminare coi piedi di piombo.

Ieri abbiamo indicato Grasso, presidente del Senato, quale probabile nuovo premier solo perché il capo dello Stato ha puntato su di lui e non su altri. Staremo a vedere.



L’unica certezza è che non si andrà ai seggi entro breve termine per le questioni sopra esposte: la mancanza di un sistema elettorale che garantisca la governabilità nei due rami del Parlamento, che si regge sul bicameralismo paritario, dato che le riforme renziane sono state bocciate dal popolo italiano.

L’affermazione dei No al referendum ha esaltato molta gente, ma i problemi del Paese non si sono risolti per magia. Anzi, è saltato il tappo ed essi si ripresentano oggi nella stessa gravità che avevano ieri, con l’aggiunta di una grana: non abbiamo più un governo nel vero senso della parola che tenti di affrontarli e urge allestirne un altro in attesa che lorsignori si degnino di varare la sospirata legge elettorale, in assenza della quale non si va da nessuna parte.

di Vittorio Feltri

FONTE

LIBERO



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