“ANCHE SE NESSUNO LO VORREBBE…”: FELTRI E L’INQUIETANTE SCONVOLGENTE VERITA’ SU RENZI

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Quello che mi fa ridere di gusto è che molti antirenziani incalliti non si rendono conto che Matteo nonostante sia stato trombato dal Referendum, continua ad essere segretario del Pd per cui tocca a lui indicare chi del suo partito (di maggioranza relativa) possa diventare presidente del Consiglio. La qual cosa non piace ad alcun partito, ma è un fatto. Per scongiurare il quale bisognerebbe che Renzi si ritirasse a vita privata e rinunciasse pertanto a impugnare le redini del partito che conquistò vincendo le primarie.

Le regole sono queste. Mattarella avrebbe facoltà di incaricare chi vuole, anche sua sorella, ammesso ne abbia una, ma è evidente che nella scelta del nuovo premier debba tenere conto delle indicazioni del capo democratico. Chi non capisce questo è un fesso. Pertanto al momento il candidato in pectore è Gentiloni e lui sarà il prossimo presidente, non perché sia bravo, per l’amor di Dio, ma perché garba al capo del governo uscente che fino a prova contraria ha in mano il pallino. Ogni altro discorso è inutile. Col Referendum è stato fatto fuori il premier, non Renzi, che continua ad essere il numero uno dei democratici almeno finché non ci sarà un altro segretario del Pd. Tutti i signori che si sono presentati al Quirinale per dire la propria hanno ubbidito a un cerimoniale, ma non sono in grado di decidere nulla. Hanno parlato, hanno ragionato, hanno detto anche molte cazzate, ma il torrone è fra le dita di Mattarella e questi è obbligato a non sottovalutare le indicazioni fornite dal fiorentino silurato.



D’altronde chiunque entrerà a Palazzo Chigi non farà altro che proseguire nella politica renziana fino a che non si tornerà alle urne, cioè in autunno, dopo di che i parlamentari avranno conquistato il diritto, da maturarsi appunto in settembre, a riscuotere il vitalizio. Trascurare questo dettaglio sarebbe da idioti. Anche perché la Consulta non è vero che sia abilitata a giudicare in pochi giorni la legge elettorale. Le norme in vigore prevedono che essa non trascuri le varie obiezioni rivoltele da numerose parti. A ciascuna delle quali è costretta a dare delle risposte. Polemizzare su questi dettagli significa non aver capito un tubo del funzionamento delle nostre istituzioni del menga. La Costituzione è un casino della Madonna, ma agli italiani piace da morire come si è evinto dall’esito del recente plebiscito. Di conseguenza ci tocca adorarla e non c’è da eccepire. L’abbiamo confermata? Ora teniamocela e rispettiamola. Di votare anticipatamente non se ne parla neppure. Manca la legge che ce lo consenta senza provocare più danni di quelli che ora dobbiamo affrontare. L’intenzione dei partiti di opposizione era quella di salvare l’Italia dalla prepotenza del cosiddetto «uomo solo al comando»? Bel colpo.

C’è l’hanno fatta. Bravi. Adesso però spetta a loro tirarci fuori dalla melma. Se non ci riusciranno avranno fornito la prova di essere peggiori di quelli che hanno bocciato. Li aspettiamo sulla sponda del fiume. Con allegria.

 

 

FONTE

LIBERO



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