CIALTRONATA RAGGI: A CHI CHIEDE SCUSA PER AVER FATTO “PAPPA E CICCIA” COL BANDITO MARRA? DA NON CREDERE…

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LA RAGGI PARLA: ”SU MARRA PROBABILMENTE ABBIAMO SBAGLIATO A FIDARCI, ERA UNO DEI 23MILA DIPENDENTI”. SEE, A VIRGI’, MA CHE STAI A DI’? – CI PENSANO FICO (”UN FATTO GRAVISSIMO”) E LA LOMBARDI (”BISOGNA PRENDERE UNA POSIZIONE”) A BASTONARE LA SINDACA. CHE SI DISPIACE PER AVER DISUBBIDITO A GRILLO: ”AVEVA QUALCHE PERPLESSITÀ” SU MARRA. MA SE ERA SCRITTO TUTTO NERO SU BIANCO…

Virginia Raggi sull’arresto di Raffaele Marra: “Ho sbagliato e chiedo scusa a Beppe Grillo. Vado avanti”

Virginia Raggi chiede scusa ai cittadini romani, al MoVimento 5 stelle e a Beppe Grillo, ma decide di andare avanti. La sindaca di Roma, durante una conferenza stampa sull’arresto del capo del personale capitolino Raffaele Marra, dà il suo punto di vista: “Probabilmente abbiamo sbagliato, Marra era già un dirigente e ci siamo fidati, mi dispiace per i cittadini romani e per il MoVimento 5 stelle”.

Raggi afferma: “Abbiamo appreso con sorpresa dell’arresto di Raffaele Marra per fatti che non riguarderebbero questa consiliatura”.

“Ci siamo fidati e abbiamo sbagliato – aggiunge Raggi -, dispiace nei confronti dei cittadini, del Movimento 5 Stelle e di Grillo che aveva sollevato perplessità. Marra non è un esponente politico della giunta ma un dirigente dell’amministrazione da 10 anni. Faremo di tutto per fare luce collaborando con la magistratura”.

Da www.ilfattoquotidiano.it

Per ironia del destino i carabinieri hanno arrestato Raffaele Marra proprio nei giorni in cui Beppe Grillo è sceso a Roma, per incontrare i gruppi parlamentari dei Cinquestelle, ma anche per fare un check-up alla giunta dei Cinquestelle. Proprio Grillo, sostenuto dal direttorio, aveva più volte tentato di convincere la sindaca Virginia Raggi che di Marra si poteva fare a meno o almeno si poteva trasferire in un ruolo meno delicato del gabinetto. Alla fine la Raggi Marra l’ha spostato, ma a capo del personale, cioè dei 23mila dipendenti del Comune di Roma.



Così ora l’albergo Forum, dove per abitudine il leader M5s soggiorna quando arriva nella Capitale, è diventato il quartier generale. Si è già visto Rocco Casalino, uno degli uomini della comunicazione del Movimento. Grillo viene descritto come preoccupato e molto arrabbiato (e per uno come Grillo è un eufemismo). Anche perché già nei giorni scorsi aveva visto, in segreto, la Raggi per fare un punto di una situazione che appare come molto complicata e non certo da oggi.

 

Tutti i commenti, come sempre in questi casi, suonano quasi vuoti. L’arresto è “pesante”, dice Roberto Fico, che faceva parte del direttorio finché è esistito, “è una cosa grave, gravissima”. “Vediamo, ci riuniamo e tiriamo fuori la linea del gruppo” promette. Fico è a Siena, dove i parlamentari Cinquestelle avrebbero dovuto partecipare a un flash mob a sostegno dei risparmiatori per la vicenda del Monte dei Paschi di Siena. L’iniziativa è confermata, il meet up locale riprende un vocabolario che sembrava parte del passato: quello di Marra, scrivono, è “un arresto ad orologeria”.

C’è chi cerca di tenere il punto: la Raggi non si deve dimettere, dice il senatore Carlo Martelli a Sky, “la giustizia faccia il suo corso e se Marra ha sbagliato, è giusto che paghi”. Ma il collega Nicola Morra fa capire che la questione va pesata e va pesata molto bene: “Se questi capi d’accusa fossero confermati, è evidente che non si tratta di noccioline”. E sulle conseguenze politiche l’ex capogruppo di Palazzo Madama non si tira indietro: “Verificheremo. Ma un movimento che è nato per pretendere il rispetto delle regole, non può che essere altrettanto rigoroso con se stesso”. Tra i cronisti qualcuno sbaglia il suo nome, lo chiama Marra invece che Morra, e in un giorno come questo diventa una provocazione: “Marra lo dice a qualcun altro”.

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E i Cinquestelle, giocoforza, si ritrovano dall’altra parte del tavolo, ad ascoltare, cioè, le richieste di dimissioni, gli attacchi, le accuse delle opposizioni. Matteo Orfini, presidente del Pd e commissario del partito a Roma, scrive che “Grillo, Di Battista e Di Maio mi insultarono. Oggi non chiederanno scusa. Perché sono politicamente corresponsabili“. Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, parla di “Roma allo sbando”. Anche Stefano Fassina (Sinistra Italiana) sottolinea che il “ritornello ‘Siamo trasparenti’ e ‘Abbiamo fiducia nella magistratura’ non basta più”. Tutta Forza Italia – da Deborah Bergamini a Maurizio Gasparri – chiede le dimissioni di Virginia Raggi.

 

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FONTE

DAGOSPIA

HUFFINGTON POST

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