RAGGI, TRAGICA RESA DEI CONTI NELLA NOTTE: GRILLO LA VUOLE CACCIARE


M5s dilaniato: Raggi, in Campidoglio nella notte un vertice con i consiglieri
Lei dopo l’arresto di Marra: «Pronta ad andare avanti anche senza simbolo». Le pressioni dal fronte dei dissidenti, pronti a chiedere le dimissioni di Virginia Raggi. E parte anche il «processo» a Di Maio, considerato tra i responsabili della palude romana

Sopire e troncare, salvando il soldato Raggi, o far saltare il tavolo, portandosi via il simbolo e ponendo le premesse di una disfatta ben poco onorevole nella città simbolo dei 5 Stelle? Il dilemma amletico coglie Beppe Grillo con il teschio della Capitale in mano. La prima reazione è quasi un urlo rabbioso nei saloni ovattati dell’Hotel Forum: «Non possiamo perdere Roma». Ma la giornata è lunga e davanti a lui sfilerà una teoria di parlamentari, imbufaliti dal pallido mea culpa di Virginia Raggi, e pronti a dar battaglia. Contro la sindaca, ma anche contro Luigi Di Maio, considerato tra i responsabili della palude romana. Alla fine della giornata il pendolo oscilla decisamente contro la sindaca, con l’ipotesi di sospenderla o di toglierle il simbolo. La sua sorte sembra appesa a un filo, tanto che nella notte tra venerdì e sabato la sindaca convoca improvvisamente tutti i consiglieri comunali e i Municipi in Campidoglio. L’ipotesi è che voglia verificare la tenuta della maggioranza.

Le scuse con Grillo

Grillo e Raggi in giornata si sono sentiti più volte. Lui le dice: «Ti avevo detto che finiva così». Lei replica: «Scusa, mi sono sbagliata, ma non potevo saperlo. Sembrava così intelligente, sapeva i regolamenti a memoria. Quando uscirono le inchieste mi rassicurò». I due concordano la frase della conferenza stampa: «Probabilmente abbiamo sbagliato. Mi dispiace nei confronti dei cittadini romani, di M5S e di Beppe Grillo, che aveva sollevato qualche perplessità».



La sindaca: «Vado avanti»

Mediazione che non viene rispettata fino in fondo, a cominciare dal «probabilmente». La sindaca è intenzionata ad andare avanti: «Cosa possono farmi? Togliermi il simbolo? Se lo fanno, vado avanti comunque». Ma in serata il consulto di Grillo con i consiglieri comunali viene considerato una conta: nel caso di showdown, chi resterà al fianco della sindaca?

La rivolta su Facebook

Nel pomeriggio esplode la rivolta, su Facebook. Comincia Roberta Lombardi, che definì Marra «il virus che infetterà il Movimento». Fu lei, scrive Emiliano Fittipaldi sull’Espresso, a denunciare Marra in Procura, il 22 novembre. La Lombardi in Transatlantico sorride: «Io sono brava a trovare i virus. Ma meno male che ci sono i giornalisti d’inchiesta». Su Fb incolla una citazione di Martin Luther King che parla di vigliaccheria e invita a «prendere una decisione». Post condiviso da Roberto Fico, Paola Taverna, Carla Ruocco e Nicola Morra. Nucleo di antagonisti rispetto a Luigi Di Maio. Un violentissimo Giuseppe Brescia arriva a parlare di «piccolo stratega». Tra i più arrabbiati, i siciliani sotto accusa per il caso «firme false». Riccardo Nuti, che attacca la logica di cercare «chi spacca in tv». Riferimento ad Alessandro Di Battista, che dopo aver fatto asse con Di Maio, ieri si è tenuto alla larga dalla mischia. Furente Taverna: «Le scuse della Raggi non bastano».

Grillo pronto a scaricare la sindaca

Che fare? In vicinanza si ode il tintinnare di nuove manette e le voci di un avviso di garanzia per la sindaca. «Il soldato Raggi» potrebbe finire sacrificato. Ma a che prezzo? Andare ad elezioni in primavera così rischia di far perdere anche le Politiche. Ma anche Di Maio sembra abbandonarla al suo destino. E Grillo ormai non si fida più, mentre Casaleggio ha ancora dubbi. Sembra finito il tempo delle scuse.

 

FONTE

CORRIERE.IT

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