E BRAVA CARFAGNA: LE BASTANO 3 SOLE PAROLE PER ZITTIRE LA BOLDRINI

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Solo pochi giorni fa, il presidente emerito Giorgio Napolitano aveva avuto un sussulto di dignità quando, proprio davanti a Laura Boldrini, si era ribellato all’uso dei sostantivi ministro e sindaco declinati al femminile. Alla sacrosanta battaglia di civiltà si è unita anche l’ex ministro Mara Carfagna che di suo pugno ha scritto sul Tempo: “La presidentessa, la ministra, la sindaca, la sottosegretaria, declinazioni al femminile che rendono cacofonicamente inascoltabili alcune parole della lingua italiana”.

La querelle della “gambetta” della “o” sulla “a” non è solo una questione linguistica, ma è diventata ormai il fulcro del dibattito sulla parità di genere: “Una donna – si chiede la Carfagna – ha davvero bisogno di quersto per sentirsi completamente riconosciuta nel ruolo che ricopre? Non credo. La gambetta non dimostra il valore, l’intelligenza, lo spessore, la preparazione, non aggiunge nulla e francamente trovo l’accanimento su di essa alquanto superfluo e stucchevole”.



Quell’accanimento è tutto concentrato nella circolare prodotta dall’ufficio di presidenza della Camera, con la quale si obbliga all’uso dei sostantivi declinati al femminile. Eppure le priorità, secondo la Carfagna, dovrebbero essere altre: “Ci sono milioni di donne in Italia che non ambiscono a ricoprire ruoli di prestigio in politica o nelle istituzioni, ma che fanno i conti con violenze, discriminazioni e ingiustizie. Ed è per loro che dobbiamo lavorare, a testa bassa, senza crogiolarci in un senso di disparità che con determinati atteggiamenti non si fa altro che aumentare”.

 

 

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FONTE:

LIBERO



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