HA VIETATO IL SOGGIORNO AGLI STRANIERI SENZA CERTIFICATO MEDICO? SINDACO CONDANNATO PER “RAZZISMO”! ECCO LA FOLLE MULTA CHE HA APPENA RICEVUTO




Ad Alassio il sindaco aveva emanato l’ordinanza per vietare la permanenza a persone senza adeguata certificazione medica: la Procura lo ha multato con l’accusa di razzismo.

Enzo Canepa, primo cittadino di Alassio, è stato condannato a pagare una sanzione di 3.750 euro. Il provvedimento era stato adottato nel luglio 2015, a seguito delle numerose ondate migratorie, per ragioni di sanità pubblica. L’ordinanza conteneva il divieto di ingresso sul territorio cittadino “a migranti sprovvisti di certificato sanitario che attesti l’assenza di malattie infettive e trasmissibili”, ma è stata giudicata “razzista” a livello penale.

 

 

 

Pochi giorni dopo l’ordinanza, Cgil, Arci, Medici Senza Frontiere, Amnesty International, Terre des Hommes, Avvocato di Strada, Comunità di San Benedetto e Campagna LasciateCIEntrare, Asgi e Simm, comunicano di aver presentato un esposto all’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del consiglio dei Ministri) per segnalare il contenuto dell’ordinanza ritenuta anti-immigrati emessa l’1 luglio dal Sindaco di Alassio.

“I migranti rendono più della droga”, sembra che le parole della figura centrale di Mafia Capitale, Salvatore Buzzi, abbiano fatto scuola anche ad Alassio. Sembra proprio che la tutela della salute dei cittadini non deve interfere con le politiche immigrazioniste di baracconi che sul traffico di persone operano il loro business.



Già lo scorso aprile l’ordinanza di tutela sanitaria aveva superato lo scoglio del ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale della Liguria. La corte, infatti, si era pronunciata dichiarando l’illegittimità da parte delle associazioni a presentare ricorso su tale ordinanza, nonché dichiarandosi non competente a trattare la materia in oggetto.

Il sindaco Canepa, però, non si dà per vinto: “La cosa mi lascia esterrefatto perché non ho mai avuto alcun intento di questo genere. Non sono razzista ed anche leggendo l’ordinanza si evince come alla base della stessa fossero esclusivamente motivi sanitari. Faremo opposizione e si andrà a processo a questo punto. Sono sereno e rifarei ogni cosa”.

Il timore, come sottolineato dalla testata Savonanews, ora è che anche altri sindaci del territorio possano ricevere lo stesso tipo di provvedimento, perchè, sull’ondata dell’ordinanza emessa da Canepa anche altre amministrazioni hanno deciso di fare altrettanto emettendo anch’essi ordinanze ad hoc.

Evidentemente, lì dove in Italia ci sono amministratori che operano per il bene della propria comunità, interviene la Procura a contrastare le misure in difesa dei cittadini. E a rendere inutile il voto democraticamente espresso.

 

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FONTE:

LULTIMARIBATTUTA

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