“APRITE UN’INDAGINE SULLA MORTE DI MIO FIGLIO”: LA FAMIGLIA DEL TERRORISTA STESO A MILANO PROVA A FOTTERCI ANCHE UN RISARCIMENTO DANNI

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I famigliari del terrorista Anis Amri, secondo quanto riporta l’emittente radiofonica Mosaique Fm, sono andati dalle autorità tunisine perché devono “rivelare la verità sul coinvolgimento del loro congiunto nell’attacco di Berlino e per reclamare il rimpatrio delle spoglie”

Ora la famiglia di Anis Amri, il killer di Berlino ucciso questa notte a Sesto San Giovanni, ha chiesto di aprire un’indagine sulle circostanze della sua morte.

 

 

 

 



In una dichiarazione alla stampa tunisina in lingua araba, la famiglia del terrorista ha chiesto di aprire un’indagine sul morte del figlio. I parenti, poi, hanno anche chiesto che il corpo di Anis Amri sia riportato a Tunisi per essere sepolto nella sua città natale. L’emittente radiofonica locale Mosaique Fm riferisce che i membri della famiglia di Amri si sono recati oggi ad Oueslatia, citta della Tunisia centrale, per chiedere alle autorità tunisine di “rivelare la verità sul coinvolgimento del loro congiunto nell’attacco di Berlino e il rimpatrio delle spoglie”.

Il terrorista, che lunedì ha ucciso 12 persone ai mercatini di Natale di Berlino, è stato freddato dagli agenti Christian Movio e Luca Scatà. Anis Amri è stato fermato fuori dalla stazione ferroviaria di Sesto San Giovanni per un normale controllo, ma quando i poliziotti gli hanno chiesto di mostrare i documenti, il terrorista ha estratto la pistola e ha iniziato a sparare.

Ma l’attentatore ha avuto la peggio perché proprio mentre Christian Movio veniva ferito alla spalla destra, Luca Scatà sparava il suo colpo mortale.

 

 

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FONTE

IL GIORNALE



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