“ECCO PERCHE’ VESTIRO’ TRUMP”: LA LEZIONE DEL SARTO ITALIANO AI BIMBOMINKIA DEL VOLO CHE HANNO SCIMMIOTTATO BOCELLI BOICOTTANDO LA CERIMONIA DI INSEDIAMENTO DEL FUTURO PRESIDENTE USA ELETTO DAL POPOLO


Angelo Inglese, il sarto, che vestirà il neoeletto Presidente degli Stati Uniti si racconta in un’intervista all’Huffington Post. Dal Made in Italy, fino al rifiuto di Bocelli e Il Volo

Dalle celebrità, al principe William a Buckingham Palace. E ora fino alla Casa Bianca. Il legame sartoriale è sempre lo stesso, ed è quello di Angelo Inglese, il camiciaio che vestirà il neoeletto Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante l’insediamento del 20 gennaio.

In un’intervista spiega come è entrato in contatto con l’entourage di Trump e si lascia andare anche in una stoccata al gruppo musicale Il Volo.

 

 

 

 

“Il made in Italy e la mia camicia per Trump”

L’arte di Angelo, come la professione, è stata ereditata dalla famiglia. William ha voluto una delle camicie confezionate in un piccolo laboratorio di Ginosa, in provincia di Taranto, per il giorno del fatidico “sì”. Abiti e prodotti di qualità creati da mani abili di pochi e fidatissimi collaboratori. Tutto il lavoro è fatto a stretto contatto, come una squadra. In un’intervista all’Huffington Post, Angelo Inglese ha illustrato il modello creato e pensato per l’occassione: “Si tratta di una camicia di altissima qualità, realizzata con un tessuto pregiato (di titolo 300 a 2), in cotone. Sarà bianca classica, non sfarzosa, come rientra nei nostri standard qualitativi“.



Non solo il sarto rivela anche la passione che il neopresidente ha nei confronti dell’italia: “Il presidente è un grande estimatore del bello e del made in Italy, di tutto quello che è della nostra cultura, quindi sicuramente ci sarà un seguito“. E infatti proprio da un’associazione che fa cultura italiana in America è nato il contatto che ha portato una camicia prodotta a Ginosa alla porta della Casa Bianca, dove si terrà una cerimonia tra le più discusse degli ultimi anni. “Sono stato contattato dal suo entourage, principalmente da una persona molto vicina e a lui (George Lombardi, ndr) e membro dell’associazione Mad for Italy, che fa cultura italiana in America rivolta agli italoamericani, col fine di conoscere tutta la cultura italiana (ossia le eccellenze italiane nei vari abiti: l’enogastronomia, lo spettacolo, la moda, il lifestyle ecc.). Io e la mia sartoria facciamo parte di questo progetto e così siamo entrati in contatto col nuovo presidente degli Stati Uniti” racconta Inglese al giornalista dell’Huffington Post.

La lezione di Inglese a Bocelli e Il Volo

Non solo il racconto di una grande avventura, ma anche un “lezione” di stile e professionilità. Infatti sul rifiuto di personaggi come Bocelli e Il Volo, il sarto ammette: “Non reputo il mio ingaggio come una questione politica. Io cerco di fare bene il mio lavoro al di là dell’ideologia. Voglio portare in alto la bandiera del made in Italy, partendo dalle piccole realtà produttive. Io sono onorato di essere stato scelto da Donald Trump e ringrazio la comunità italo-americana, non vi va di entrare nei dettagli delle sue idee politiche. C’è una grande voglia di aiutare gli italiani dal punto di vista lavorativo: noi siamo molto bravi, ma abbiamo bisogno di una mano dall’estero in questo momento“. Insomma, viene prima il lavoro, sembra lasci intendere Inglese. Non solo, il camiciaio gli bacchetta chiaramente: “Bocelli e Il Volo, dicendo di no al presidente degli Usa, non hanno detto di no a nome loro, hanno detto di no a nome dell’Italia. Non hanno chiesto agli italiani che cosa ne pensavano. Loro sono le colonne portanti della musica italiana, rappresentano l’Italia, quindi dovrebbero avere una responsabilità in più, nell’accettare come nel dire di no. Sono i portabandiera del nostro Paese.

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